Mi stupisco ogni volta che ho il piacere di ascoltare le usanze, le tradizioni delle antiche Donne Sarde, oramai riadattate alla civilta’ moderna, ma questi semi di sapienza originari della Sardegna vivono dentro di loro come un fuoco ardente che solo con l’energia della parola, si puo’ percepire una grande emanazione attraverso la ritualita’e la spiritualita’, come se fosse la cosa piu’ normale del mondo. A breve vi raccontero' l'ultimo degli episodi che mi ha colpito parecchio, poiche’ all’interno ho ritrovato la Vera Simbologia Sacra, poche cose, pochi elementi, ma Padroni di un vero rituale. Mentre noi giovani donne sarde, come me, studiamo la Simbologia e l’Energia nei suoi movimenti, loro lo facevano perché era tradizione, senza farsi troppe domande, accoglievano e tramandavano il Rituale nella sua bellezza e purezza, questo è ciò che mi è arrivato. Quando faccio le mie preziosissime chiaccherate con le mie giovani anziane sulla 90ina, cio’ che mi colpisce è che non sanno perché si fa una cosa piuttosto che un’altra, cosa vuol dire usare quel determinato oggetto o quel colore, non viene proprio utilizzato il livello mentale; non voglio dire che tutte siano cosi’, ma le donne che incontro agiscono solo in questo modo ed in quel momento i miei “perché” di quella bambina curiosa che mi abita perdono quota e s’innamorano di qualcosa d’inspiegabile, ma toccante. La Donna protettrice di questo rituale, si chiama Filomena, non è un’anziana, anzi avra’ piu’ o meno 70 anni, ma quello che la contraddistingue è l’avere “ricordo delle usanze” della madre e della sua famiglia originaria di Serrenti, nel medio campidano. Cosi mi racconto’ il rituale dei “Is Lantiasa” , in Italiano “Le lampade”, utilizzato proprio nel periodo di tutti i morti, dove l’energia si fa piu’ densa e come dice la tradizione “e’ necessario portare luce. Come si svolgeva? “Si utilizzava semplicemente un contenitore dove centralmente venivano posizionati dei pezzetti di sughero con un portalume in rame, all’interno uno o piu’ stoppini immersi nell’olio d’oliva; venivano messe un numero corrispondente di stoppini al numero dei defunti rappresentanti della propria famiglia e uno stoppino per “tutti”, ovvero che andasse a chi aveva bisogno. Le candele rimangono accese fino al momento che l’olio è stato assorbito completamente.” Ora, nulla è un caso, ecco perché mi ha colpito in particolare questo rituale. Analizziamo insieme gli elementi utilizzati: il Rame è un particolare conduttore tra i due mondi e conduttore in tutti i sistemi elettrici, non credo fosse stato un caso il suo utilizzo, ma l’immersione nell’olio d’oliva, mi ha particolarmente toccata perché rappresenta a livello simbolico la trasmutazione dell’Oro in Spirito Santo; la Candela invece, aiuta come Lanterna ad indicare la via alle anime che ancora non sono andate. Quale miglior modo per accompagnare le anime in questo periodo? È favoloso. In questi giorni, non a caso abbiamo la ricorrenza di Halloween, riflettete bene. C’è un’invito dall’altra parte ad alimentare quest’energia densa con maschere terrificanti, esubero di alcolici e dolcetti stracolmi di zucchero. L’alcool ha un’alta tassazione zuccherina e lo zucchero in se’ abbassa tantissimo le energie e riporta allo stato denso. C’è sempre stata l’usanza di fare dei dolci da donare questo periodo, ma come mi raccontano le “Anziane”, sono composti principalmente da miele e frutta secca in origine, quindi con pochi zuccheri naturali, ora sono stati trasformati dimenticandosi del vero significato spirituale in caramelle e dolciumi a tema. Sara’ un dolcetto o uno scherzetto? Il mio invito è di provare ad avere cura dell’energia sottile che ci circonda alla quale siamo cechi e abbagliati dal consumismo. Stefania Spiga
