Integrare la Medicina Veterinaria con la Medicina Naturale: la nostra esperienza I nostri animali raramente si ammalano, ma quando succede, come proprietari ci troviamo spesso spiazzati. Ricordo bene la prima volta che il mio gatto mostrò dei sintomi: da Naturopata abituata a vedere l’essere umano come un insieme di corpo, mente ed emozioni, non riuscivo a considerare quel sintomo come qualcosa di isolato. Mi sono chiesta: perché non applicare questa stessa visione anche al mio animale domestico? Fu proprio questa riflessione a spingermi a rivolgermi alla Dr.ssa Sulcis, veterinaria che unisce alla medicina convenzionale un approccio integrato, attento anche agli aspetti emotivi ed energetici dell’animale. Il caso di Zero e Merlino Il nostro primo gatto, Zero, aveva iniziato a mostrare un atteggiamento diverso: appariva depresso, spento, poco vitale. L’arrivo del secondo gatto, Merlino, che avevamo adottato per fargli compagnia, non aveva migliorato la situazione, anzi: Zero sembrava ancora più abbattuto. La vera preoccupazione arrivò quando notammo la presenza di sangue nelle sue feci. Spaventati, contattammo subito la veterinaria. Le sue prime domande, apparentemente semplici ma non comuni, ci colpirono: Fu allora che iniziammo ad osservare meglio il contesto familiare. Ci accorgemmo che Merlino, il nuovo arrivato, mangiava spesso anche dalla ciotola di Zero. Quest’ultimo non reagiva, non difendeva né il suo cibo né il suo spazio: si allontanava con rassegnazione, abbassando la testa in un gesto di profonda tristezza. Un approccio integrato Abbiamo iniziato il percorso lavorando sul piano emotivo ed energetico: la veterinaria ci consigliò un rimedio floreale, Holly, utile nei casi di rancore e difficoltà legate al territorio. Anche gli animali, infatti, possono trarre beneficio dalla floriterapia. Parallelamente ci guidò nel ristabilire un equilibrio familiare attraverso piccoli esercizi quotidiani: durante i pasti, ad esempio, era importante ribadire a ciascun gatto il proprio ruolo e il proprio spazio in casa. Sembrava quasi di gestire due figli piccoli, ma quella routine ci fece comprendere quanto anche per gli animali sia essenziale sentirsi riconosciuti e accolti nella famiglia. Nel giro di due settimane la situazione iniziò a migliorare. Quando la medicina naturale incontra la medicina veterinaria A quel punto, la Dr.ssa Daniela Sulcis ci propose di integrare anche un farmaco. Ammetto che, da Naturopata, all’inizio ero un po’ restia: credevo che il sostegno naturale fosse sufficiente. Ma decisi di fidarmi pienamente della sua esperienza. Il farmaco venne prescritto perché c’era il sospetto di una parassitosi intestinale. Fu consigliato anche un esame delle feci per conferma. Da parte mia, utilizzai il test kinesiologico – uno strumento che impiego spesso nella mia pratica – per indagare quale parassita fosse coinvolto e verificare l’indicazione del farmaco. Il test confermò la necessità della terapia: dopo la somministrazione specifica, la situazione fisiologica si risolse completamente. Solo dopo tempo confessai alla dottoressa di aver fatto questa valutazione in parallelo: ciò che mi rimase fu la consapevolezza che le due strade possono coesistere e arricchirsi a vicenda. Una lezione che resta nel tempo Questo percorso ci ha insegnato che integrare medicina veterinaria e medicina naturale non significa escludere l’una a favore dell’altra, ma costruire un lavoro di squadra, in cui il benessere dell’animale viene osservato a 360 gradi. Oggi, con i nostri tre gatti, portiamo ancora con noi ciò che abbiamo imparato: accogliere un animale in famiglia significa riconoscergli un ruolo, rispettare le sue esigenze e prenderci cura non solo del suo corpo, ma anche del suo mondo emotivo. Questa è la nostra testimonianza, ma ogni caso è unico. Ti invito quindi a non applicare questi metodi in autonomia, ma a rivolgerti sempre a professionisti qualificati, sia in ambito veterinario che in ambito naturopatico. Con amore, Stefania Spiga Naturopata in Psicosomatica
“Come lo vedi? Mangia? Come ha vissuto l’arrivo del secondo gatto?”
