Quando mi fu diagnosticata la ptiriasi versicolor, reagii in un modo insolito: ero quasi entusiasta. Il mio corpo iniziava a macularsi sempre di più e io mi sentivo un po’ come un dalmata gigante.
Accettare ciò che stava accadendo sulla mia pelle mi aiutava a non peggiorare la situazione, ma non la migliorava. È stato solo l’inizio del mio percorso di studi sulle 5 Leggi Biologiche a farmi comprendere davvero cosa stesse succedendo… e infine a risolverlo.
Era l’agosto del 2018 quando comparvero le prime grandi macchie bianche sul fondoschiena, che poi risalirono lungo la schiena, fino alle scapole, per estendersi alle braccia e, negli ultimi tempi, persino al petto. Hanno fatto parte di me per circa due anni e mezzo.
Nonostante non mi creassero dolore o fastidio, provai di tutto: rimedi per psoriasi, vitiligine, ptiriasi. Dentro di me, collegavo quel sintomo al riavvicinamento a mio padre nei tre mesi precedenti. Credevo che quella fosse la chiave e mi rassegnai all’idea di restare maculata per sempre. Ma non era quella la strada.
La svolta con le 5 Leggi Biologiche
Nel 2021 iniziai a studiare le 5LB, griglia di riferimento per conoscere i processi di fisiologia speciale. Capii che le macchie bianche erano il risultato di una mancanza di melanina prodotta dall’ectoderma: la pelle depigmenta quando percepisce una “rottura di contatto ingiusto” in aree specifiche. In fase di soluzione del conflitto, infatti, compaiono rossore, prurito (in alcuni casi) e una ripigmentazione.
Conoscere le fasi del processo per osservarsi
Nella fase chiamata “Attiva” o Simpaticotonica, in questo specifico processo, si notano le macchie bianche date da una depigmentazione di melanina dell’epitelio interno dell’Epidermide, in questa fase sto vivendo la cosiddetta “separazione ingiusta, sto con chi non vorrei, vorrei il contatto di qualcun altro”.
Quando sento di avere “quel giusto contatto con chi vorrei”, avviene uno scioglimento emozionale e nel processo di riparazione, noterò la macchia che si colora di rosa e si irrora di sangue; questo è il momento più importante da osservare, mi ha aiutato a riconoscere nell’immediato quale situazione mi stava permettendo di “risolvere” il conflitto iniziale.
Ogni tessuto ha un tempo preciso
Il dott. Hammer ha studiato e osservato un tempo preciso di riparazione tissutale per i 4 foglietti embrionali, l’osservazione mi ha permesso nell’immediato di cogliere “la giusta situazione” senza farmi troppe domande e divagare.
Ad esempio, l’epitelio interno dell’epidermide è diretto dal neoencefalo che dirige il foglietto embrionale dell’ectoderma, questo va in soluzione (ovvero inizia la pigmentazione, in questo caso) dai 15 minuti alle 2ore antecedenti alla “ripresa di contatto giusta per me”; nel momento che mi accorgo che la macchia si colora di rosa, inizio l’osservazione specifica dell’accaduto.
La domanda che arrivò dentro di me fu diretta, quasi folgorante:
“Nell’agosto 2018 hai avuto un contatto con qualcuno, ma avresti voluto quello di qualcun altro?”
E lì tutto si chiarì. Sì, avevo iniziato a frequentare un ragazzo… ma non era quello che desideravo davvero. Avevo appena interrotto una frequentazione con un ragazzo che mi piaceva tantissimo, poi per situazioni ingiuste, ho preferito interrompere quel contatto per non soffrire ulteriormente (rottura di contatto ad inizio Agosto). Fine Agosto conobbi un altro ragazzo, aveva le sue qualità, ma non era quel tipo di contatto che avrei voluto, a fine Agosto iniziai a notare le macchie bianche dal fondoschiena fino a salire in tutta la schiena e ricoprire anche il petto; la relazione durò due anni e le mie macchie erano sempre lì (Fase Attiva).
La svolta
Chiusi quella relazione e appena trovai il contatto autentico con un’altra persona, quello giusto per me, le macchie iniziarono a diventare rosa, a prudere… e poi a sparire del tutto.
Come mi sono accorta, osservare nell’istante
La macchia si pigmentava di rosa solo quando rientravo a casa e avevo un contatto con lui, mentre durante il giorno lavorativo la macchia rimaneva bianca.
La verità che libera
Capì così che il sintomo non era legato a mio padre, ma a una verità più scomoda che avevo evitato. Affrontarla è stato doloroso, ma necessario.
Sono ormai passati cinque anni da quando il “dalmata umano” ha preso un’altra strada e io la mia.
Il sintomo come alleato
Oggi so che il sintomo non è un nemico: è un alleato, un messaggio del corpo. Se gli diamo spazio e ascolto, può guidarci verso la verità più autentica di noi stessi.
Nota Bene
Ti raccomando di non prendere alla lettera il processo e applicarlo ad un altro sintomo della pelle, occorre una valutazione con un professionista ed un’accurata osservazione. I sintomi della pelle hanno tante varianti: epitelio interno, esterno, sensorio, connettivo, derma, periostio. Ognuno di questi è collegato ad un sentito emozionale specifico, ed a volte, più processi si attivano insieme.
Uno dei processi similari a questo sono ad esempio, le macchie bianche nelle unghie: sarà mancanza di calcio o una rottura di contatto ingiusto?
Con amore 💚
Stefania Spiga – Naturopata ad indirizzo Psicosomatico
📩 naturopatiaperlanima@gmail.com







